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Compagnia Privata

Società di Intermediazione Mobiliare S.p.A.

Milano piazza f.meda n.1

Tel +39 02 80 63 151 – FAX +39 02 80 43 26

 

mailto:info@compagniaprivata.it

 

 

Compagnia Privata Società di Intermediazione Mobiliare S.p.A.

A Presentazione della Società

B Alcuni brevi cenni sulla vita della Società e del Gruppo

C I punti di forza della Compagnia

L’attività di gestione di portafoglio

D La struttura di gestione e il management coinvolto nelle strategie di gestione

E Il portafoglio gestito

F Lo stile di gestione

G Struttura delle commissioni

H Caratteristiche operative specifiche della attività di gestione

La consulenza per l’asset allocation, la selezione e la valutazione dei gestori di portafoglio

I Identificazione della composizione ottimale del portafoglio

J Selezione dei gestori

K Valutazione periodica delle gestioni

 

 

A. Presentazione della Società.

Compagnia Privata - Società di Intermediazione Mobiliare SpA è una impresa di investimento con sede unica a Milano, Piazza Meda n. 1.

La società ha un capitale sociale EUR 5.000.000, interamente versato, e opera sulla base della autorizzazione Consob, delibera n. 11761 del 22.12.1998 (ex n. 5730 del 11.12.1991).Al 31.12.2006  i mezzi propri sono superiori a 7,8 milioni di EUR.

Compagnia Privata è autorizzata alla prestazione del servizio di investimento di gestione su base individuale di portafogli di investimento per conto terzi.

Inoltre presta il servizio accessorio di consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari.

Il Consiglio di Amministrazione della Compagnia è composto da:

Pietro TardiniTardini@Compagniaprivata.it : Presidente, Amministratore Delegato

Rolando PanchettiPanchetti@Compagniaprivata.it : Consigliere

Franco PaternolloPaternollo@Compagniaprivata.it : Consigliere, Responsabile Gestione e Consulenza

Il gruppo di cui fa parte la Compagnia è così strutturato:

Paola Gloder

|

100%

|

Compagnia Privata di Finanza e Investimenti SpA

|

100%

|

Compagnia Privata SIM SpA

La Compagnia aderisce ad Assogestioni, la principale associazione italiana di gestori di patrimoni. (Ritorna all'Indice)

 

B. Alcuni brevi cenni sulla vita della Società e del Gruppo

Compagnia Privata SIM dal 1992 ha acquisito l'attività sui mercati finanziari nei confronti del pubblico in precedenza svolta da Compagnia Privata di Finanza e Investimenti, l'attuale controllante.

Compagnia Privata di Finanza e Investimenti è stata fondata nel 1977 da Giancarlo Gloder.

Compagnia Privata di Finanza e Investimenti ha sempre avuto un ruolo innovativo sul mercato. E' stata la prima finanziaria italiana ad operare nel segmento dell'organizzazione dei finanziamenti in "pool"; inoltre ha introdotto sul mercato le operazioni "stand-by" e ha organizzato per prima - insieme a Continental Illinois - finanziamenti con la clausola "evergreen" (1982). Nel 1982 ha concluso la prima operazione in Italia di finanziamento con "warrants" (Olivetti 150 miliardi). Nel 1983 ha diretto un importante finanziamento in "pool" di 1.000 miliardi di lire a favore di ENI. A partire dal 1983 la società ha esteso la propria attività all'intermediazione in titoli di Stato ed al mercato monetario e nel 1984 ha promosso ed assistito la prima emissione di Certificati di Deposito Interbancario in collaborazione con Citibank, N.A. In seguito ha introdotto per prima in Italia il "coupon stripping" (1984), con Continental Illinois, e nello stesso anno le opzioni su titoli di Stato e nel 1986 ha realizzato la prima operazione in Italia di "currency options".

Nel corso degli anni ottanta Compagnia Privata di Finanza e Investimenti ha acquisito una posizione di assoluta preminenza sul mercato italiano negli strumenti di gestione del rischio tasso d'interesse ("interest rate swaps", opzioni su titoli di Stato e su tassi di interesse) al fine di ottimizzare l'attività di provvista di fondi e di investimento di liquidità per la propria clientela istituzionale.

In base alla legge istitutiva delle Società di Intermediazione Mobiliare (SIM), Compagnia Privata di Finanza e Investimenti, che continua comunque ad operare per la gestione delle proprie attività, ha costituito la Compagnia Privata - Società di Intermediazione Mobiliare S.p.A., che controlla al 100%.

Compagnia Privata Società di Intermediazione Mobiliare S.p.A. svolge attività di gestione e consulenza.

L'attività di gestione è rivolta principalmente a investitori istituzionali (fondazioni, holding di gruppi industriali) e a un numero ristretto di investitori individuali di grandi dimensioni. Il rapporto di gestione è strettamente personalizzato e per ogni cliente viene elaborato un portafoglio ottimale in base al processo di analisi dell’orizzonte temporale e della propensione al rischio individuale. Al fine di tutelare al massimo gli interessi degli investitori il rapporto di gestione con la Compagnia prevede il deposito del portafoglio del cliente presso una banca depositaria di gradimento del cliente in un conto acceso direttamente a nome del sinngolo cliente. Inoltre le operazioni effettuate nell’ambito della gestione vengono concluse, su ordine della Compagnia direttamente tra il Cliente e il depositario, sotto il diretto controllo e monitoraggio della Compagnia.

L’attività di consulenza si svolge in due aree. In primo luogo Compagnia Privata offre la propria esperienza nel settore della gestione di patrimoni per assistere investitori istituzionali nelle decisioni di asset allocation strategica, nella selezione dei gestori a cui affidare il mandato di gestione, e nella definizione delle caratteristiche del mandato : formulazione dei limiti, definizione della struttura delle commissioni fisse e di performance, determinazione di benchmark appropriati. Questo servizio di consulenza si estende anche al controllo dei risultati di gestione per presentare periodicamente all'investitore una valutazione individualizzata dell'attività dei singoli gestori anche al fine di decidere eventuali avvicendamenti.

In secondo luogo Compagnia Privata fornisce a gruppi industriali italiani l'assistenza per la gestione dell'esposizione dell'indebitamento al rischio di interesse ed al rischio di cambio al fine di ottimizzare la relazione tra costo del denaro e rischio finanziario.

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C. I punti di forza della Compagnia

Tradizionalmente il principale punto di forza della Compagnia è l’indipendenza.

L’assenza di legami con gruppi finanziari o industriali rappresenta una garanzia di massima autonomia di giudizio e distaccata capacità di valutazione delle opportunità di mercato. Questa caratteristica assume un’importanza determinante quando si tratta di effettuare scelte di investimento per conto di terzi. Ma anche nella scelta di elementi solitamente trascurati (quali la banca depositaria o l’intermediario negoziatore) l’indipendenza pone la Compagnia costantemente a fianco del cliente nello sviluppo del processo decisionale.

L’autonomia assume un peso altrettanto importante quando la Compagnia svolge la propria attività di consulenza per l’asset allocation, l’identificazione e la valutazione di gestori esterni.

Altro elemento chiave della Compagnia è il rapporto diretto e continuo tra investitore e gestore/consulente . La scelta di limitare il numero dei clienti e di concentrare lo sforzo su clientela istituzionale consente allo staff della Compagnia di seguire con continuità il cliente. A partire dal processo di identificazione del profilo rischio/rendimento ottimale e durante la vita della gestione o della consulenza il cliente dispone sempre di un punto di riferimento al quale indirizzare quesiti sulle strategie seguite o richieste specifiche di elaborazioni personalizzate.

L’esperienza pluriennale nel rapporto con alcune specifiche categorie di clienti (fondazioni, enti del settore "no profit") costituisce un bagaglio informativo che la Compagnia mette a disposizione del cliente sotto forma di soluzioni ottimali e sperimentate per problematiche ricorrenti.

Infine la stabilità del management e dello staff della Compagnia assicura al cliente la completa confidenzialità garantita da un rapporto stabile nel tempo con un ristretto gruppo di professionisti

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L'attività di gestione di portafoglio


 

D. La struttura di gestione e il management coinvolto nelle strategie di gestione

Le decisioni relative alle strategie di gestione sono prese dal responsabile della struttura di concerto con il Presidente.

Presidente della Società e Amministratore delegato: Pietro Tardini, (Tardini@Compagniaprivata.it) 52 anni. Laureato alla Bocconi nel 1979, M.A. in Economics alla University of Chicago nel 1982. 22 anni di esperienza professionale in campo finanziario. Dal 1982 al 1985 alla Continental Illinois National Bank of Chicago, responsabile della Tesoreria della Filiale Italiana. Dal 1985 alla Compagnia Privata di Finanza e Investimenti e dal 1992 alla Compagnia Privata di Servizi Finanziari SIM.

Responsabile dell'attività di gestione e consulenza: Franco Paternollo,(Paternollo@Compagniaprivata.it) 47 anni.  Laureato alla Bocconi nel 1984. 20 anni di esperienza professionale in campo finanziario. Dal 1985 al 1988 alla Citibank di Milano, responsabile del portafoglio di reddito fisso e strumenti derivati. Dal 1988 alla Compagnia Privata di Finanza e Investimenti e dal 1992 alla Compagnia Privata di Servizi Finanziari SIM.

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E. Il portafoglio gestito

Il patrimonio gestito dalla Compagnia al 31 dicembre 2006 ammonta a circa 475 Milioni di EUR, per 79 portafogli. L’attività di consulenza relativamente all’attività di gestione si riferisce a portafogli per circa 3 Miliardi di EUR.

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F. Lo stile di gestione

La Compagnia è specializzata nella gestione di macrovariabili : cambi, tassi di interesse e indici azionari. Le strategie di gestione vengono guidate dall'analisi fondamentale dei principali indicatori macroeconomici internazionali sviluppata all'interno della Società. La Compagnia segue un approccio "top down" nella identificazione dell’Asset Allocation e un approccio "bottom up" nella selezione dei titoli.

In linea generale il sovrarendimento rispetto al benchmark viene conseguito sia mediante il processo di selezione dei titoli che mediante l'impostazione di strategie di arbitraggio tra mercati rese possibili dall'utilizzo attivo degli strumenti derivati quotati e non quotati. In tal modo è possibile perseguire l'ottimizzazione del profilo di sensibilità dei portafogli sia ai movimenti di natura direzionale che alle variazioni di volatilità.

Lo stile di gestione adottato dalla Compagnia riduce al minimo il grado di frammentazione dei portafogli. Inoltre l'utilizzo degli strumenti derivati , e la scelta di non perseguire tattiche di trading di tipo tecnico o modellistico, consentono di mantenere una bassa rotazione dei portafogli.

Infine , in situazioni neutrali, i portafogli gestiti detengono mediamente posizioni lunghe di volatilità, perseguite tramite l'utilizzo diretto del mercato delle opzioni o mediante il disegno della composizione del portafoglio.

Asset allocation :in assenza di specifiche indicazioni da parte del cliente, in primo luogo viene impostata la allocazione strategica ottimale di medio periodo. Sulla base di quattro classi di rischio principali (rischio azionario, rischio di interesse, rischio di cambio, rischio di credito ) viene selezionata la composizione di medio periodo del portafoglio prendendo a riferimento le volatilità storiche e correlazioni a cinque anni. La allocazione strategica neutrale viene determinata sulla base dell'identificazione dell'orizzonte temporale , tenendo conto degli eventuali vincoli di reddito, fiscali o statutari, e condiziona la composizione del benchmark di riferimento.

Qualora il cliente fornisca invece indicazioni precise sulla allocazione strategica preferita queste vengono interamente recepite nel mandato di gestione.

In funzione del grado di propensione al rischio vengono in seguito concordati i gradi di libertà utilizzabili dal gestore sotto forma di scostamento dalla allocazione strategica neutrale.

Gestione del rischio di cambio :il rischio di cambio è gestito attivamente, indipendentemente dalla componente sottostante (azionaria o obbligazionaria), nell'ambito dei limiti di rischio eventualmente concordati con il cliente.

La gestione del rischio di cambio non persegue obiettivi di trading di breve periodo. Le strategie di gestione della esposizione valutaria rispecchiano le valutazioni di analisi fondamentale e mantengono quindi un orizzonte temporale di medio periodo. L'esperienza della Compagnia nell'utilizzo di strumenti derivati consente inoltre di gestire il rischio di cambio senza vincoli in relazione alle sottostanti posizioni obbligazionarie ed azionarie.

Gestione della componente obbligazionaria : vengono gestiti separatamente il rischio di interesse e il rischio di credito.

Per quanto concerne il rischio di interesse vengono impostate sia strategie semplici di posizionamento lungo la curva dei rendimenti del mercato di riferimento, sia strategie complesse quali, per esempio : steepening spread (differenziale tra i gradi di inclinazione delle curve di diversi mercati); cross market volatility spread (differenziale tra le volatilità implicite sulle opzioni su diversi mercati); intra-market volatility spread (differenziale tra la curva delle volatilità implicite per diverse opzioni sullo stesso mercato). Eventuali limiti nella disponibilità di titoli ad hoc vengono superati grazie all'utilizzo attivo degli strumenti derivati, in special modo nel caso di strategie di arbitraggio composte. Sempre ricorrendo all'utilizzo di derivati quotati la Compagnia è in grado di gestire anche posizioni di durata finanziaria negative non solo rispetto al benchmark ma anche in valore assoluto.

Per quanto concerne il rischio di credito il mandato di gestione conferito alla Compagnia identifica in modo chiaro i limiti al rating minimo dei titoli obbligazionari in portafoglio. Nella gestione del rischio di credito viene utilizzata una strategia basata sui seguenti principi : la quota del portafoglio da esporre a rischio di credito viene mantenuta ridotta, ma nell'ambito di tale quota viene ricercato il massimo premio di credito offerto dal mercato, compatibilmente con eventuali limiti imposti nel mandato. Nell'ambito della quota esposta al rischio di credito viene perseguita la massima diversificazione settoriale e per area geografica. Viene dissociata la componente rischio di credito da quella rischio di cambio ottimizzando in tal modo la gestione degli arbitraggi tra titoli dello stesso emittente su diversi mercati.

Gestione della componente azionaria : viene effettuata perseguendo la selezione dei titoli secondo un approccio “top down” per area geografica e per settore industriale. Questo approccio valorizza la specializzazione della Compagnia nell’approccio macro alla valutazione della convenienza relativa delle diverse asset classes. Per questo motivo la Compagnia utilizza da anni strumenti di replica degli  indici dei diversi mercati azionari, efficienti per costi di negoziazione e liquidità.

 

A valle delle scelte di area geografica e di settore, viene quindi applicato un  processo di selezione dei titoli secondo criteri di valutazione fondamentale: vengono ricercati titoli che sono al di sotto di uno specifico “livello di attenzione” in base ai principali criteri di analisi fondamentale (P/E, P/ CF, P/BV, P/Div), all’interno delle scelte geografiche e di settore industriale .

 

Anche nella gestione della componente azionaria  parte del sovrarendimento viene conseguito mediante l'impostazione di strategie di arbitraggio sia direzionali che di volatilità relativa tra mercati ricorrendo agli strumenti derivati quotati.

 

Alla formazione del sovrarendimento contribuisce anche la specializzazione sviluppata dalla Compagnia nell'analisi dei comparti degli strumenti legati ai mercati azionari (convertibili, warrants). L'uso di tali strumenti consente di minimizzare il costo delle posizioni lunghe di volatilità acquisite sui diversi mercati sia a fini direzionali sia nell'ambito di strategie di arbitraggio composte.

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G. La struttura delle commissioni

La remunerazione dell'attività di gestione prevede una commissione che è composta da una componente fissa di importo ridotto e da una componente variabile legata ai risultati della gestione.

La componente variabile è parametrata all'extrarendimento che la gestione ha offerto rispetto al "benchmark" di riferimento. Quest'ultimo è costruito in modo tale da riflettere al meglio le caratteristiche del mandato di gestione.

Il calcolo e l'addebito della componente variabile viene effettuato ogni cinque anni. Inoltre viene utilizzato un meccanismo di calcolo con recupero secondo cui la componente variabile verrà addebitata solo qualora il rendimento della gestione nei quinquenni precedenti sia stato superiore rispetto al benchmark. Ovviamente il calcolo della componente variabile su base quinquennale non pregiudica in alcun modo il diritto di recesso in ogni momento a favore del cliente : in caso di recesso prima del quinquennio verrà effettuato il calcolo di quanto dovuto al momento della chiusura del rapporto.

Il metodo di calcolo della componente variabile della commissione è estremamente protettivo per il cliente : il calcolo quinquennale e il meccanismo di recupero dei sottorendimenti nei periodi precedenti fanno sì che la componente variabile risulti dovuta solo se la gestione ha effettivamente offerto un extrarendimento stabile e persistente rispetto al benchmark.

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H. Le caratteristiche operative specifiche della attività di gestione

La tradizionale predisposizione della Compagnia alla attività con operatori istituzionali fa sì che la attività di gestione sia caratterizzata anche da alcune specifiche peculiarità operative volte a garantire la massima tutela del cliente e trasparenza del rapporto con il gestore.

(i) Depositari esterni : nella attività di gestione viene perseguita la massima trasparenza nel rapporto con il cliente. In primo luogo il rapporto di deposito viene intrattenuto non con la Compagnia bensì con un depositario esterno di gradimento del cliente.

Il deposito titoli e il conto corrente sono quindi intestati direttamente al cliente ottenendo così la massima forma di tutela della sicurezza patrimoniale del cliente. Il depositario scelto di concerto con il cliente riceverà una copia del contratto di gestione sottoscritto tra la Compagnia e il cliente. La Compagnia riceverà la documentazione contabile relativa ai conti oggetto della gestione e provvederà, prima dell'inoltro al cliente, ad effettuare la riconciliazione con le proprie evidenze.

(ii) Negoziazione effettuata direttamente con terzi : sempre a tutela della trasparenza operativa, l' operatività sui mercati per conto dei clienti nell'ambito dei rapporti di gestione viene realizzata direttamente dai depositari , su ordine della Compagnia.

In tal modo viene eliminata ogni forma di conflitto di interesse esplicito o implicito a danno del cliente. Al cliente si garantisce quindi che la movimentazione del portafoglio avvenga alle migliori condizioni offerte dal mercato ed esclusivamente quando ciò risponda agli obiettivi della gestione. Qualora infatti il gestore e l'esecutore delle operazioni sul portafoglio appartengano alla medesima istituzione può sorgere una propensione ad incrementare la movimentazione del portafoglio al fine di aumentare le commissioni di negoziazione.

 (iii) Reportistica su richiesta : la tipologia della clientela della Compagnia, l’elevato livello di automazione delle procedure di back-office e la ridotta numerosità dei rapporti in essere, seppure di dimensioni unitariamente rilevanti, fanno sì che la Compagnia sia in grado di produrre una reportistica estremamente accurata e rapida su richiesta del cliente.

Il sistema di controllo della Attività di Gestione prevede un aggiornamento continuo in real time della situazione dei portafogli.In ogni momento quindi il gestore è in grado di produrre un report sulla attività svolta per il singolo cliente o per gruppi di clienti. Il formato del report può essere standardizzato secondo quanto previsto dalla attuale normativa , o di tipo operativo per agevolare la consultazione da parte del cliente adeguandosi alle esigenze di reportistica interna dei clienti istituzionali.

(iv) Le linee di gestione : le gestioni di portafoglio attuate dalla Compagnia sono caratterizzate da una elevata personalizzazione. Sono peraltro disponibili 6 linee di gestione con le seguenti caratteristiche :

Limiti di investimento per linea di gestione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Duration (anni)

 Quota azionaria (pos. netta)

Rischio di cambio (% port. tot)

Rischio di credito (rating)

Benchmark

Minima

Neutrale

Massima

Minima

Neutrale

Massima

Minimo

Neutrale

Massimo

Composizione

EURIBOR 3M

EGBI 1-3

EGBI 3-7

EGBI

MSCI in EUR

Obbligazionaria a basso rischio

0

3

5

0%

0%

0%

0%

 

30%

max 0%<A

 

50%

50%

 

 

Obbligazionaria globale

0

6

NA

0%

0%

0%

0%

 

100%

max 0%<B; max 5%< BB+; max 25%<A-

 

 

 

100%

 

Bilanciata basso rischio

0

3

5

0%

15%

30%

0%

 

30%

max 0%<B; max 5%< BB+; max 25%<A-

 

42,5%

42,5%

 

15%

Bilanciata a medio rischio

0

6

NA

0%

30%

50%

0%

 

100%

max 0%<B; max 5%< BB+; max 25%<A-

 

 

 

70%

30%

Flessibile a Basso rischio

0

 

NA

0%

0%

50%

0%

 

50%

max 0%<B; max 5%< BB+; max 25%<A-

100%

 

 

 

 

Flessibile Globale

0

 

NA

0%

0%

100%

0%

 

100%

max 0%<B; max 5%<BBB

100%

 

 

 

 

 

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La consulenza per l’asset allocation, la selezione e la valutazione dei gestori di portafoglio


 

La consulenza si svolge in tre fasi distinte.

 

I. Identificazione della composizione ottimale del portafoglio

Obiettivo di questa fase è giungere ad una definizione della composizione strategica ottimale del portafoglio che rappresenterà l’asset allocation di base per l’attribuzione dei mandati ai gestori. A tal fine viene svolta una accurata analisi dell’orizzonte temporale, degli obbiettivi di rendimento e dei vincoli imposti dalla propensione al rischio dell’investitore. Con l’investitore vengono analizzate le principali misure di rischio e correlazione dei diversi mercati e vengono effettuate una serie di simulazioni di performance di portafogli caratterizzati da differenti asset allocation.

Sulla base dei risultati di questa analisi è possibile identificare la composizione strategica del portafoglio che viene definita in base a quattro classi di rischio :

o      Rischio azionario

o      Durata finanziaria del portafoglio obbligazionario

o      Rischio di cambio

o      Rischio di credito

Nell’ambito dei limiti per classi di rischio imposti dalla composizione strategica del portafoglio i gestori potranno effettuare le scelte di "stock picking" mediante il processo di selezione dei singoli titoli.

In relazione alla propensione al rischio dell’investitore viene in seguito definito lo scostamento dalla composizione strategica accettabile in termini di rischio massimo nelle varie componenti del portafoglio. Nell’ambito dei limiti di scostamento i gestori potranno effettuare le scelte di market timing riducendo o accrescendo temporaneamente l’esposizione alle singole classi di rischio.

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J. Selezione dei gestori

Obiettivo di questa fase è giungere alla scelta dei gestori ai quali affidare i mandati di gestione di porzioni del portafoglio. Questa fase si sviluppa in tre tempi.

Fase 1 : Identificazione del benchmark e dei candidati

In primo luogo vengono identificati il numero dei gestori e le caratteristiche dei mandati per i quali richiedere offerte ai candidati. Le configurazioni dei vari mandati potranno essere fra loro eguali e quindi rispecchiare in proporzione la composizione strategica globale del portafoglio. Alternativamente verranno identificate delle porzioni con composizioni differenziate, qualora si intenda puntare sulla specializzazione per aree di rischio di alcuni gestori. In ogni caso la somma delle singole porzioni dovrà riprodurre fedelmente la composizione strategica del portafoglio complessivo.

La Compagnia identifica un "benchmark" di riferimento per il portafoglio nel complesso e per le singole porzioni di esso qualora presentino composizioni differenti. Il "benchmark" costituirà il punto di riferimento per la valutazione dei gestori e per la determinazione di una eventuale commissione di performance.

Fase 2 : Invito dei candidati, valutazione delle offerte, selezione dei candidati

In secondo luogo si procede all’invito e selezione dei candidati. Viene predisposta una lettera di invito con l’indicazione della composizione della porzione del portafoglio da gestire e del benchmark. La lettera viene inviata ai gestori che l’investitore ha selezionato nell’ambito di un elenco sottoposto dalla Compagnia.

Le offerte ricevute vengono valutate e classificate in base a criteri quantitativi (dati storici di performance ove disponibili, costo in termini di commissioni di gestione e eventuali commissioni di performance) e qualitativi (stile di gestione, assenza di conflitti di interesse nell’ambito del gruppo del gestore, capacità di rispondere alle specifiche esigenze esposte dall’investitore).

Sulla base dell’analisi svolta viene effettuata una prima selezione di un numero di gestori pari al doppio del numero dei potenziali mandati. I gestori rientranti in questa "short list" vengono invitati a partecipare ad una serie di incontri diretti volti a trattare l’impostazione strategica e tattica che i candidati adotterebbero.

Viene quindi predisposta una relazione in cui i candidati vengono valutati in base alle combinazione dei seguenti elementi :

o      Elementi qualitativi dell’offerta

o      Elementi quantitativi dell’offerta

o      Esito dell’incontro diretto.

La relazione consente all’investitore la selezione dei candidati.

Fase 3 : Predisposizione della documentazione contrattuale

Nell’ultima fase viene discussa e predisposta con i vari candidati la documentazione contrattuale. Il contratto di gestione deve rispecchiare dettagliatamente e con modalità tecnicamente non ambigue i limiti concordati, la struttura delle commissioni fisse e delle eventuali commissioni di performance, il contenuto e la frequenza dei rendiconti necessari per il monitoraggio della attività del gestore.

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